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mercoledì 17 gennaio 2018

Relazione tra malocclusione, postura corporea e patologia nasofaringea in bambini in fase pre-ortodontica.



ARTICOLO ORIGINALE

Contesto:
Malocclusione, postura corporea e pattern respiratorio potrebbero essere correlati, ma la questione è ancora controversa. Lo scopo dello studio è stato esaminare la relazione tra il tipo di malocclusione, postura corporea e ostruzione nasofaringea in bambini tra i 7 e i 14 anni. 

Materiali e metodi:
Il campione esaminato comprendeva 94 pazienti tra i 7 e i 14 anni (media±SD: 11.9±2.1 anni); 44 (46.8%) maschi e 50 (53.2%) femmine. Tutti i pazienti sono stati valutati in cieco dallo stesso ortodontista (modello di studio e analisi radiografica cefalometrica), stesso chirurgo ortopedico (postura corporea esaminata di fronte, di profilo e da dietro) e stesso otorinolaringoiatra (rinoscopia anteriore e posteriore e faringoscopia). 

Risultati:
Disturbi posturali sono stati riscontrati in 72 (76.6%) pazienti. Un’ipertrofia delle adenoidi è stata diagnosticata in 54 (57.4%) pazienti, l’ipertrofia delle tonsille in 85 (90.3%), deviazione del setto nasale in 51 (54.3%) e rinite allergica in 19 (20.2%) dei pazienti. È emersa una correlazione statisticamente significativa tra la presenza di postura cifotica e riduzione dell’angolo SNB, che rappresenta la posizione sagittale della mandibola. Inoltre, si è riscontrata un’associazione statisticamente significativa tra postura cifotica e ostruzione nasofaringea (54.1% dei pazienti con ostruzione nasofaringea erano cifotici, in confronto al 25% dei pazienti senza ostruzione nasofaringea; p=0.02). La postura cifotica e il ridotto angolo SNB si sono mostrati più comuni tra i maschi. 

Conclusioni:
È stato concluso che: 1) c’è stata una correlazione significativa tra la posizione sagittale della mandibola (angolo SNB) e la postura cifotica; 2) la postura cifotica è stata significativamente più comune tra i pazienti con ostruzione nasofaringea.

lunedì 25 settembre 2017

Misurazione del dolore muscoloscheletrico nei neonati, nei bambini e negli adolescenti.



La valutazione accurata, affidabile e tempestiva del dolore è fondamentale per una gestione efficace delle condizioni muscoloscheletriche. La valutazione del dolore nei neonati, nei bambini e negli adolescenti con o senza disfunzione cognitiva può essere particolarmente impegnativa per i medici per diversi motivi, inclusi i fattori legati a: la consultazione (ad esempio, popolazione di pazienti eterogenei, vincoli di tempo), il medico (es. (per esempio, la fase di sviluppo, la capacità di comunicare), e il contesto in cui si svolge l'interazione (per esempio, la consapevolezza delle conoscenze sulle scala del dolore disponibili), le scale  standardizzate di valutazione (ad esempio disponibilità, proprietà psicometriche e applicazione di ciascuna scala) per esempio, familiarità con l'impostazione e lo stato fisiologico e psicologico). Di conseguenza, il dolore spesso non viene valutato o misurato durante la consultazione, e in molti casi, è sottovalutato e sottotrattato in questa popolazione. 

Lo scopo di questo lavoro è quello di fornire ai medici una panoramica delle scale che possono essere utilizzate per misurare il dolore nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. In particolare, il documento riesamina i diversi approcci per misurare l'intensità del dolore, individua fattori che possono influenzare l'esperienza del dolore, l'espressione e la valutazione nei neonati, nei bambini e negli adolescenti, fornisce suggerimenti appropriati per l'età per misurare l'intensità del dolore nei pazienti con o senza danno cognitivo, e individua i modi per valutare l'impatto del dolore utilizzando scale di dolore multidimensionale.